Sportello Antiracket e Antiusura

L'Assistenza alle Vittime

Il racket o pizzo, è l’estorsione praticata da Cosa Nostra che consiste nel pretendere il versamento di una percentuale o di una parte dell’incasso, dei guadagni o di una quota fissa dei proventi, da parte di esercenti di attività commerciali ed imprenditoriali, in cambio di una supposta “protezione” dell’attività. La Confartigianato Imprese Agrigento, con la collaborazione delle vittime, elabora un percorso finalizzato alla possibile risoluzione del caso; si avvale della competenza di specifiche figure professionali che prestano assistenza psicologica, psichiatrica, legale, aziendalistica e finanziaria allo scopo di mettere in atto strategie sia in termini di contrasto che di prevenzione.

Ignazio Cutrò, simbolo del Coraggio

Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano, dirigente dell’Associazione di Categoria Datoriale Confartigianato Imprese Agrigento nel periodo in cui è stato sottoposto, assieme alla famiglia, ad un programma speciale di protezione per aver denunciato i suoi estorsori.
Il primo attentato risale alla sera del 10 ottobre 1999 quando gli fu bruciata una pala meccanica in contrada Canfutino a Bivona e Cutrò presentò la prima denuncia contro ignoti.
Da quel momento è un susseguirsi di minacce e intimidazioni, fino al 2006 quando Cutrò decide di diventare un testimone di giustizia, denunciando i suoi estorsori. Grazie alle sue testimonianze viene avviata l’operazione “Face off”, nella quale vengono arrestati i fratelli Luigi, Marcello e Maurizio Panepinto e che porta nel gennaio 2011 ad un totale di 66 anni e mezzo di carcere.
La collaborazione con la magistratura, condiziona però l’attività imprenditoriale di Cutrò, che non riceve più commesse e che dichiara comunque di essere fiero della scelta fatta.
Nel giugno 2012, grazie all’intervento della Regione Siciliana riprende la propria attività imprenditoriale, ottenendo un contratto con il Consorzio per le Autostrade Siciliane.
Nell’agosto 2013 il Governo Letta ha approvato un decreto legge che permette ai testimoni di giustizia di essere assunti nella pubblica amministrazione, come avveniva fino ad allora per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, accogliendo così la proposta portata avanti dall’associazione nazionale testimoni di giustizia di cui Ignazio Cutrò è Presidente.
In data 1 Ottobre 2015, Ignazio Cutrò viene assunto presso l’Amministrazione Regionale Siciliana e prende servizio presso il Centro per l’Impiego di Bivona suo paese di origine.

La Richiesta di Aiuto

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